CITAZIONE (N0rgel @ 17/11/2009, 22:16)
Wa non sapevo proprio dell'omonimo

comunque pensavo fosse chiaro che mi riferissi a Miles visto il thread... e non sapevo manco della storia dei
Weather Report, quindi non avevo colto lo spessore delle parole. Insomma tutto chiaro adesso

Quanto ai generi, semplicemente le aspettative cambiano: quando ascolto ho delle aspettative perché i musicisti sono molto etichettati, è difficile che un album abbia elettronica, pop, folk e metal a seconda dei brani, di solito sono omogenei (e non vuole essere una critica, solo una costatazione). Di conseguenza quando ho voglia di musica allegra sparo gli
ABBA, i
Paramore o cose punk, quando ho voglia musica cupa ascolto i
Novembre,
Alice In Chains,
Lacuna Coil, quando ho voglia un ascolto complicato metto progressive e via dicendo. Il problema è che il jazz non trova spazio e pare che i
Weather Report non mi siano entrati, non so se sbagli gruppo o che altro; tu che ne pensi?
penso che se provi a spaziare senza pregiudizi, puoi trovare:
A) canzoni allegre degli AIC (I know someting about you per esempio)
B) canzoni allegre dei Weather Report, per esempio tutto Heavy Weather o Tale Spinnin
C) canzoni cupe dei Weather Report, vai tranquilla con I Sing the body electric
D) cose punk... qua è dura, ma i Weather Report hanno fatto persino una canzone che si intitola punk jazz, ed è famosissima, una composizione di jaco contenuta nell'album Mr Gone, molto bello, solitamente ritenuto tra i peggiori, sicuramente il più bistrattato con jaco al basso.
E) canzoni complicate beh, ce ne sono quante ne vuoi, ma ti consiglio Sweetnighter o Mysterious Traveller.
conclusione: non è vero gli AIC sono sempre cupi, come non è vero che gli ABBA erano sempre cazzoncelli, come non è vero che il jazz è incatalogabile

perchè anche qua, come in tutto il resto, vengono evocati sentimenti, stati d'animo, pensieri, emozioni. certo magari c'è un margine di variabilità in base a chi ascolta, ma è normale, d'altra parte non ci sono i testi a soccorrere l'ascoltatore, e l'iconografia non sempre è di grande aiuto. è come tutto il resto, non cambia un bel niente. non esiste nulla di assolutamente e oggettivamente catalogabile, solo le banalità sono così prevedibili da poter essere impacchettate e riposte sullo scaffale sempre e comunque. esiste l'uomo, con i suoi molteplici pensieri, con la sua percezione del mondo, e le impressioni che ha ascoltando e riascoltando, possibilmente senza filtri ideologici o inibizioni.